Un premio agli imprenditori che non hanno temuto la crisi e sono riusciti con coraggio e perseveranza a diventare punti di riferimento nell’economia italiana in diversi settori. Nato nel 2009 il MoneyGram Award è un prestigioso riconoscimento all’imprenditorialità immigrata in Italia. Ogni anno vengono selezionate e premiate le storie di successo di chi, giunto in Italia da altri Paesi, decide di mettersi in gioco… e ce la fa. Ne abbiamo parlato con Michael Schütze, Head Of Europe di MoneyGram.

 

Che cos’è il Moneygram Awards? Come e quando nasce?

Il premio MoneyGram è stato istituito dieci anni fa con l’intento di essere vicino agli imprenditori immigrati nel rispetto della loro cultura e della tradizione dei loro paesi di origine. Il MoneyGram Award è l’unico riconoscimento nazionale degli imprenditori immigrati di maggior successo che vivono e lavorano in Italia. Il 31 maggio 2018 celebreremo gli imprenditori che hanno dimostrato intuizione, coraggio e capacità di leadership eccezionali e li assegnano in tre categorie: Crescita aziendale, Innovazione e Imprenditoria giovanile.

Quali sono i criteri di selezione e premiazione degli imprenditori?

Il concorso è aperto a tutti gli imprenditori di origine straniera, proprietari o partner di società che sono legalmente registrate in Italia e che operano da almeno un anno. I candidati devono presentare alcuni dati finanziari dell’azienda come volumi medi delle vendite, crescita degli utili e numero di posti di lavoro creati negli ultimi anni. La giuria valuterà i candidati non solo dal punto di vista economico o aziendale ma anche per le capacità di essere innovativi e rispondere a importanti esigenze sociali. Tra gli altri criteri di valutazione anche lo spirito imprenditoriale e il modo con cui queste aziende si sono integrate nella comunità italiana.

In base alla vostra esperienza, qual è la situazione dell’imprenditoria immigrata in Italia? Si registrano miglioramenti negli ultimi tempi?

Nel corso degli anni abbiamo notato che i migranti che arrivano in Italia sono sempre più disposti a creare una propria attività. In parte perché non è sempre così facile trovare un nuovo lavoro. Ciò si riflette anche nei recenti dati economici – si contano infatti oltre 570.000 aziende fondate e gestite da migranti che generano il 6,9% del PIL italiano, più di 100 miliardi di euro all’anno.

Quali sono i settori prevalenti?

La maggior parte delle aziende controllate e gestite da stranieri operano in settori come commercio (38,5%), costruzioni (24,3%,) e servizi (17,9%). Per quanto riguarda il Paese d’origine degli imprenditori, al primo posto troviamo imprenditori originari del Marocco (14,5%), seguiti da Cina (11,4%) e Romania (10,6%).

Gli italiani riconoscono il valore del lavoro degli immigrati?

Come detto le aziende costituite da stranieri contribuiscono in modo significativo all’economia italiana: il 6,9% del PIL non può passare inosservato. Oltre all’aspetto finanziario, ci sono anche altri fattori come l’arricchimento della cultura e la garanzia della diversità sociale. Siamo molto felici di sostenere questa iniziativa e condividere le storie di successo che troviamo.

Cosa pensi delle politiche di inclusione sociale e lavorativa degli immigrati? Cosa viene fatto e cosa dovrebbe essere fatto per favorire l’inserimento lavorativo degli stranieri?

Secondo la Banca Mondiale, ci sono oltre 250 milioni di migranti internazionali a livello globale. Con sempre più persone in movimento, attualmente non esiste nessun paese al mondo che non debba attuare politiche di inclusione. Non esiste un’idea unica che adattabile per ogni situazione, ma la priorità dovrebbe essere non solo includere le persone nella comunità, ma anche nel mercato del lavoro.

Chi sono i vincitori della scorsa edizione? Puoi presentarceli?

Nel 2017, la vincitrice assoluta è stata Yafreisy Berenice Brown Omage, originaria di Santo Domingo. Yafreisy è arrivata in Italia nel 2012 e, l’anno successivo, insieme all’aiuto del marito, ha rilevato un supermercato con un piccolo panificio. Ha dovuto superare varie difficoltà, tra cui un ordine di chiusura dovuto alla negligenza dei precedenti proprietari, Yafreisy non ha rinunciato ai suoi sogni. Oggi, la sua attività continua a crescere in termini di profitti generati e impiega 15 persone

Ci sono altre storie in particolare che vuoi segnalarci?

Una delle storie interessanti è quella di Daniel Robu, nato in Romani e che vive in Italia da 20 anni. Ha lavorato come sarto e ha aperto il suo negozio nel 2003. Ora dà lavoro a cinque persone e offre borse di studio e opportunità di lavoro per i rifugiati che vogliono lavorare come sarti. Il suo talento non è passato inosservato e nel 2015 ha rappresentato l’Italia al World Master Tailor Congress tenutosi in Finlandia.

Intervista di Alessandra Profilio